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Il 2025 è stato un anno di crescita e sviluppo nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Il terremoto che ha determinato la chiusura del carcere di Pozzuoli, l’aumento del costo delle materie prime e dell’elettricità, la precaria condizione della Galleria Principe in perenne attesa dei lavori di ristrutturazione, avrebbero potuto costringerci ad aspettare che le cose tornassero come prima o a fare un passo indietro. Noi abbiamo preferito, in modo consapevole e determinato, di guardare avanti, più lontano di quanto avessimo mai fatto.
Le “Lazzarelle” sono nate in carcere per produrre caffè artigianale e generare opportunità di riscatto e inclusione. La nostra orgine è anche la nostra identità. Ora quel caffè lo produciamo all’esterno, eppure con orgoglio siamo in attesa di tornare alle “nostre” produzioni. In questi quindici anni qualcosa è cambiato anche dentro di noi. Abbiamo alzato gli occhi dal laboratorio della torrefazione e abbiamo visto che la vulnerabilità femminile a Napoli non abita solo in un penitenziario. Abita nei centri antiviolenza, negli sportelli per migranti, nelle case di donne invisibili ai servizi e al mercato del lavoro. Abbiamo però anche visto che quelle stesse donne che rischiano di rimanere prigioniere di povertà ed emarginazione, se ne sono messe in condizione, sanno esprimersi al pieno delle loro capacità.
Ogni donna ha una storia differente, ognuna però condivide lo stesso bisogno: un lavoro che non le sfrutti, che le riconosca, che le renda autonome.
Nel 2025 abbiamo iniziato a dare una risposta più ampia a quel bisogno. Abbiamo portato realizzato nuovi progetti e partnership europee, e costruito qualcosa di nuovo: un sistema integrato che – a partire dalla metodologia e dalla esperienza dei quindici anni di lavoro nella torrefazione – è capace di generare modelli di inclusione diffusa, intersezionale radicata nel territorio. È stato un anno importante, seppure tutt’altro che facile. Perché abbiamo capito che le “Lazzarelle” non sono solo una cooperativa ma un Ecosistema di inclusione femminile.
Abbiamo costruito tanto, lo leggerete in queste pagine, e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci.
La presidente,
Immacolata Carpiniello




